• Via Sabaudia, 12 - 72100 Brindisi (PUGLIA - ITALY).

Storia e cultura

Nella terra dei messapi

Nelle mura aragonesi risalenti alla metà del XV secolo pulsa il centro storico di Brindisi che conserva ancora resti archeologici e splendide chiese romaniche. Ne sono un esempio la rotonda dei re templari o San Giovanni al Sepolcro (IX-XII Secolo), la chiesa romano-gotica di Santa Maria del Casale (nei pressi dell’aeroporto) e la cattedrale che conserva alcuni brani del pavimento musivo originale. La chiesa di San Benedetto custodisce, invece, un bel chiostro con colonnine a capitelli figurati dell’XI secolo ed è stata trasformata con l’inversione dell’orientamento nel XVIII secolo.
Sede regia della civiltà messapica, Brindisi venne conquistata nel 267 a.C. dai Romani. Connessa con la capitale dell’impero tramite la via Appia e la via Traiana, fu un fiorente centro commerciale e sede episcopale dall’inizio dell’età apostolica. Conquistata dai Goti e poi controllata da Bisanzio, fu distrutta dai Longobardi nel 674. Successivamente fu assoggettata da bizantini, normanni, svevi, angioini e aragonesi per poi passare sotto il regno di Napoli. Ebbe il periodo di massimo splendore con l’annessione al Regno d’Italia fino a quando per cinque mesi, tra il 1943 e il 1944, Brindisi raggiunse il rango di capitale d’Italia.

Antico crocevia di popoli e culture, Brindisi è tutta da scoprire con il suo porto naturale, le rovine romane, le fortezze affacciate sul mare e le chiese medievali. Brindisi si affaccia sulle increspature del mar Adriatico con il suo porto naturale a forma di testa di cervo incuneato nella terraferma. Le lunghe banchine interne sono state trasformate in un elegante lungomare su cui si staglia il borgo antico che oggi brulica di locali e ristoranti. Si respira la storia di Brindisi salendo la Scalinata di Virgilio al termine della quale svettano le colonne romane terminali della Via Appia, simbolo della città e da sempre punto di riferimento per i naviganti. Di fronte al porto, sull’isola di Sant’Andrea, c’è il Forte a mare, il castello aragonese caratterizzato dal colore rosso delle pietre. La seconda grande fortezza è il castello svevo, voluto da Federico II come residenza fortificata delle guarnigioni. Nel cuore della città, in piazza Duomo, sono da ammirare il porticato dei De Cateniano, il Museo archeologico provinciale e la loggia del palazzo Balsamo. Poco distante, nell’antico Rione di San Pietro degli Schiavoni, si scoprono i ruderi della Brindisi romana con il selciato di una strada e i resti di abitazioni e di un complesso termale. Nel porto interno, nella zona detta Casale, svetta il monumento al marinaio d’Italia, alto 53 metri che evoca la forma di un grande timone in carparo.


unicità del territorio

L’arte culinaria, nell’intera provincia di Brindisi, lascia soddisfatti anche i palati più esigenti. Ai gusti tipici della tradizione contadina si affiancano quelli delicati della cultura gastronomica marinara. Il piatto forte è la pasta fatta in casa con farina di grano duro: orecchiette, strascinati, condite semplicemente con salsa di pomodoro e cacio ricotta o ricotta forte ('scanti) dalla consistenza cremosa e gusto piccante. Tra i legumi, sono da non perdere le fave in purè, accompagnate da cicorie selvatiche e da pezzi di pane fritto (fave ‘ncapriate). Dal connubio tra terra e mare nasce la taiedda (tegame) ossia riso patate e cozze, prelibato piatto della tradizione. I secondi piatti offrono specialità di mare e di terra: grigliate o zuppe di pesce fresco, seppie ripiene, polpo alla pignata, cozze preparate in svariati modi o involtini di carne di cavallo con ripieno di formaggio, prezzemolo e aglio (brasciole) o interiora di agnello o capretto allo spiedo (turcinieddi). Tipico del territorio è il carciofo brindisino, violaceo e senza spine ottimo per la conservazione sott’aceto. Tra i formaggi più gustosi e genuini il caciocavallo prodotto dal latte delle mucche di razza podolica, il cacio ricotta e la caciotta. La frutta abbonda in ogni stagione: fioroni, clementine, pesche, ciliegie, fichi d’India e soprattutto meloni e cocomeri. Regna sovrano l’olio d’oliva di eccellente qualità che insieme al pane casareccio di grano duro, spesso sostituito da friselle o tarallini è immancabile su ogni tavola.Il ricco menù può concludersi con i dolci tipici a base di mandorla come la cupeta (torrone di mandorle tostate), dolcetti ricoperti di cioccolato (mustuazzeli) o ripieni di marmellata di amarene (biscotto cegliese). Le cantine brindisine sono inebriate dal profumo del vino a denominazione di origine controllata che prende il nome dall’antica città sul mare. Il Brindisi doc viene prodotto nei comuni di Brindisi e Mesagne con uve Negroamaro ed eventuale aggiunta di Malvasia nera di Brindisi, Sussumaniello, Sangiovese e Montepulciano. Mentre il Brindisi Rosso ha un colore rubino intenso, un sapore armonico e vellutato e si sposa bene con piatti di carne o formaggi, il Rosato sfoggia un color corallo e un gusto asciutto, l’ideale per accompagnare piatti a base di uova, cozze al gratin, pesce al cartoccio. La città, inoltre, è membro dell’Appia dei vini, un tracciato enogastronomico che vanta varietà indigene di vitigni.